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Occasioni speciali

Occasioni speciali

Un giorno, in una mensa qualunque di una scuola qualunque, quattro o cinque ragazzi di quarta elementare parlano tra loro di una prostituta.

Mi incuriosisce soprattutto il fatto che usino questo termine specifico (e non il suo sinonimo più volgare) così mi avvicino e li lascio un po' spiazzati quando, invece di sgridarli, mi unisco alla loro conversazione come se parlassimo del tempo.

Chiedo loro se sanno cos'è una prostituta, lo sanno: "é una che fa sesso per soldi" mi risponde uno, sicuro. Allora provo a capire a chi si rivolgono: "Martina Smeraldi, chi é? Una compagna di un'altra classe?". Spoiler: no, a quanto pare è una persona famosa sui social, ma ci arrivo tra un attimo.

Di lì a poco interrompono sul più bello il mio monologo sull'importanza di conoscere il significato delle parole che si usano e delle conseguenze che queste possono avere sulle persone a cui ci riferiamo per dirmi che "maestra, non hai capito, lo fa di lavoro". 

E' a quel punto che li lascio continuare il pranzo e mi prendo il tempo di informarmi meglio sulla situazione dal momento che, spiego, mi sembra molto strano che in un paese dove la prostituzione è illegale una persona possa diventare famosa pubblicizzandosi sui social come professionista. Lì per lì mi scappa un sorriso quando scopro che Martina Smeraldi è una popolare pornoattrice italiana.

Se mi avessero detto qualche anno fa che mi sarei potuta trovare di fronte a situazioni simili le mie prime reazioni sarebbero state sicuramente di stupore e indignazione per l'assoluta inadeguatezza dell'argomento, visti il contesto e l'età degli interlocutori. Probabilmente avrei immaginato di sgridarli, chiarire che "certe cose a scuola non si dicono" e informare immediatamente le famiglie perché intervenissero a dovere. Forse era questo che si aspettava da me la persona che mi ha avvisata di ciò che stava accadendo.

Tuttavia oggi, dopo aver trascorso tanti anni con bambini e bambine e essere cresciuta con loro, riconosco subito la grande occasione che mi si presenta davanti: l'opportunità di accedere a quel mondo che li incuriosisce e che credono di dover tenere nascosto e affrontare da soli.

L'accesso illimitato e incontrollabile a qualsiasi tipo di informazione é infatti una realtà che non possiamo combattere ma con la quale, piuttosto, dobbiamo imparare a fare i conti. Per quanto possiamo essere attenti a quello che sentono e vedono nelle nostre case, non possiamo impedire che vengano a contatto attraverso altri ambienti e relazioni a contenuti che non riteniamo adeguati; trattare questi argomenti come tabù non può che spingerli a cercare risposte altrove, lasciandoli spesso ancora più confusi o mal informati.

Li invito dunque a riunirsi attorno a me in giardino prima di andare a giocare e sono felice di vedere che nessuno si tira indietro.  Per prima cosa mi accerto che sia chiara la distinzione tra prostituta  e porno attrice. Manco a dirlo è chiara: "la porno attrice fa i film dove c'è il sesso". E allora torniamo sull'importanza di scegliere le parole con accuratezza per evitare di danneggiare le persone di cui parliamo, più o meno volontariamente.

Naturalmente non manco di indagare sulla fonte della curiosità che pare essere nata, fuori contesto, da un compagno che ha assistito a una conversazione tra ragazzi più grandi in oratorio. Infine, dopo essermi assicurata che nessuno di loro avesse avuto precedentemente accesso a contenuti simili in altri modi, li invito a godersi l'intervallo e a tornare in qualsiasi momento per chiarire ulteriori dubbi.

E' proprio così che, da una parola apparentemente fuori posto, a scuola può nascere forse il momento più bello è prezioso di un difficile anno scolastico: un episodio che più di tante lezioni può farci essere certi di aver conquistato, nella relazione con bambini e bambine, quel ruolo di guida e punto di riferimento sicuro che credo sia nostro dovere assumere.

 

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