illustrato da Sophie Fatus per Lapis Edizioni
<<Vorrei avere un tempo,
mio, ma proprio tutto,
per ridere e giocare
e fare il "bello" e il "brutto".>>
In questo testo, che sembra rivolto a bambini e bambine, sono proprio loro a parlare attraverso le parole di Luigina del Gobbo.
Con la delicatezza e l'allegria che li contraddistingue chiedono a noi adulti, così abituati a rimbalzare tra un'inconbenza e l'altra, di rallentare e lasciare liberi almeno quegli spazi che possono esserlo.
Un invito a fermarsi insieme per godere anche dei momenti di noia e semplicità che, come é ben rappresentato dalle illustrazioni di Sophie Fatus, sono tutt'altro che vuoti.
Dopo la lettura
Niente. Ci fermiamo. Accogliamo quell'invito e proviamo a immaginare, come suggerito dai versi finali, cosa ci piacerebbe fare di quel tempo lento così prezioso.