Nelle ultime settimane sono state indette alcune giornate di sciopero generale nazionale per protestare contro l'aggravarsi della situazione umanitaria nella striscia di Gaza. Come insegnanti, ci siamo molto interrogate sulla possibilità di parlare nelle nostre classi di ciò che sta accadendo nel mondo, indecise se spiegare le motivazioni del trambusto di questi giorni fosse giusto o rischiasse di strapparli troppo in fretta alla spensieratezza dell'infanzia. Spoiler: lo abbiamo fatto, dopo esserci documentate e aver cercato le modalità che ci sembravano più adeguate, e non ce ne siamo pentite.
Siamo abituati a credere che i bambini siano troppo piccoli o che non siano pronti per parlare di argomenti che noi troviamo difficili.
Morte, guerra, separazioni, sesso...sono solo i primi esempi che mi vengono in mente, i temi sui quali solitamente glissiamo di fronte alle loro domande perché non ci fanno sentire a nostro agio.
La notizia veramente scomoda é questa: bambini e bambine sanno, sentono e vedono e quando chiedono...é perché desiderano capire. Magari hanno assistito a una litigata, ci hanno visti piangere oppure hanno ascoltato il telegiornale che stavamo guardando, anche se a noi sembrava che fossero distratti.
La cosa migliore da fare in questi casi é accogliere i loro bisogni e, soprattutto, farlo con sincerità: se non possono affidarsi a noi per chiarire i loro dubbi, dove e con quale affanno cercheranno le risposte? Se non possiamo eliminare le brutture dal mondo, possiamo almeno dargli la certezza che siamo qui per aiutarli ad affrontarle?
Ciò che fa davvero paura non é la verità, bensì il timore di non essere preparati a quello che ci aspetta.
Scegliamo quindi parole chiare e semplici per raccontare i fatti così come sono, facendo attenzione a non mescolarli con opinioni, giudizi e paure che sono solo nostri. Siamo scientifici nelle nostre risposte e, piuttosto, preoccupiamoci di chiedere "tu cosa ne pensi?" o "come ti fa sentire questo?", "vuoi sapere altro?" e quando non conosciamo le risposte siamo onesti ma disponibili: "questo non te lo so spiegare, se ti va mi documento e poi ti racconto quello che ho imparato".
Condivido qui alcuni contenuti che mi hanno aiutata a riflettere sul tema e gli strumenti che ho utilizzato per affrontare alcune situazioni difficili, con la promessa che potranno darvi solo frutti sorprendenti e meravigliosi.
Da latela.com
Come parliamo di cose difficili?
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